*  QUANTE SONO LE SCUOLE DI GRAFOLOGIA IN ITALIA?

  

Il numero di scuole dove si possono seguire corsi di studi triennali di grafologia raggiunge la dozzina.

Esse si trovano nelle seguenti regioni del Paese: Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Triveneto. Alcune regioni vedono la presenza di più scuole. E’ il caso, per esempio, della Toscana dove, a Firenze, c’è l’Istituto Toscano di Scienze Grafologhiche e, a Pisa, una sede dell'A.Ri.Graf. (Associazione Ricerca Grafologica).

La prima segue il metodo grafologico di Padre Moretti, la seconda il metodo grafologico francese.

I costi dei corsi variano da scuola a scuola. Qualunque cifra  risulta, comunque, poco significativa se non rapportata al numero delle ore di insegnamento ed alla qualità dell’insegnamento impartito. 

Partendo dalla mia personale esperienza, sento di poter affermare che per una preparazione di base sufficientemente solida occorrono diverse centinaia di ore distribuite in un lasso di tempo che possa consentire all’allievo la graduale assimilazione dei contenuti dell’oggetto dei suoi studi. La migliore delle scuole, comunque, può dare solo una “base”. La “costruzione”, poi, spetta all’individuo attraverso studio e pratica. Indelebili, nella mia memoria, le parole di congedo di un Maestro: “Ora che siete giunti alla fine, state per cominciare (…) avete conseguito la patente, saper guidare è diverso da avere la patente“. Fuor di metafora, intendeva dirci che il superamento dei tre esami di Esercitazioni grafologiche, i tre di Grafologia Teoretica, i quattro di Psicologia etc. etc. costituivano solamente la “patente”. 

 

 

  

*  QUANTI SONO I GRAFOLOGI IN ITALIA?

  

¨ Quelli che seguono la metodologia francese si dividono in diverse tipologie di grafologi: coloro che sono diplomati S.F.D.G. - Société Française de Graphologie; quelli che hanno il diploma A.Ri.Graf.; quelli con il nuovo diploma Franco-Italiano rilasciato sotto l'egida della S.F.D.G.; quelli con certificazione del Ce.S.Graf.; ci sono, anche, i diplomati in perizia o grafoterapia. 

Facendo una stima approssimativa dei diplomati nelle varie scuole di matrice francese si raggiunge quota trecentocinquanta.

 

(dati cortesemente forniti dall'A.Ri.Graf.)

 

¨ I grafologi di scuola morettiana si dividono, essenzialmente, in coloro che hanno conseguito, in corsi quadriennali o triennali, un diploma/laurea all’Università di Urbino(circa settecento) e coloro che hanno conseguito, in corsi triennali, un diploma/laurea alla L.U.M.S.A.1 di Roma (circa un centinaio). Va aggiunto, quindi, il numero, non noto, di coloro che hanno seguito corsi triennali in scuole di grafologia distribuite in varie parti d’Italia.

 

Si potrebbe ipotizzare una cifra totale compresa tra le mille e le due mila unità.

 

 

  

*  QUALE  FUTURO PER LA GRAFOLOGIA?

  

In Italia la Grafologia ha conosciuto stagioni cariche di frutti, soprattutto per merito di discepoli e collaboratori confratelli di P. Moretti.

Attualmente qualche vento rigido cerca di ostacolarne la crescita. Ci sono, comunque, segnali che essa gode di buona salute e possa crescere  rigogliosamente.

Lo strumento grafologico, usato con competenza, riesce ad apportare notevoli benefici al singolo e, tramite questi, alla collettività. Capita, tuttavia, che esso sia guardato con scetticismo in ambito accademico e scientifico dove, però, non mancano importanti estimatori. Desidero ricordare i nomi di almeno due illustri medici, di fama internazionale: Willi Pasini, sessuologo, psichiatra di Ginevra, e Umberto Veronesi, oncologo di Milano. Entrambi, in diverse pubblicazioni, sostengono che la Grafologia è scienza.

C’è da augurarsi che, in futuro, diminuiscano alcuni pregiudizi ed aumenti il desiderio di conoscenza e collaborazione tra figure professionali accomunati dall’interesse per ugual oggetto di studio: l’essere umano. Incommensurabilmente grande per poter essere abbracciato tutto, per intero, dalla Medicina, dalla Psichiatria, dalla Psicologia, o dalla Pedagogia. Come ognuna di queste scienze, la Grafologia contribuisce alla conoscenza dell’essere umano.

 

 

La Grafologia è in grado di dire come tende a comportarsi una persona in una data situazione e perché tende a comportarsi in quel modo. Mancando investimenti nella ricerca, essa è, ancora, poco in grado di spiegare cosa succede tra il cervello e la mano (o, in alcuni casi, il piede, o la bocca) che lascia, sulla carta, traccia della nostra interiorità.

Soprattutto su questa sua, attuale, carenza si basa l’opposizione di alcuni scienziati alla Grafologia.

Tra i grafologi si contano molti laureati in Psicologia e molti sono gli psicologi che riconoscono l’efficacia dello strumento grafologico. Quanti di loro, invece, sono avversi alla grafologia spiegano, di solito, la loro ostilità con la presenza tra i grafologi di figure con preparazione approssimativa ed etica professionale di basso profilo. E’ verosimile che queste accuse possano trovare qualche riscontro nella realtà ma anche quando ci fosse qualche ciarlatano sedicente grafologo, ciò proverebbe il non-valore della Grafologia? D’altra parte, chi si sognerebbe di affermare il non-valore della Psicologia, o della Medicina, per l’esistenza di alcuni medici o di alcuni psicologi incompetenti?

 

Grafologi e psicologi/psicoterapeuti/psichiatri fanno lavori diversi: i primi descrivono, i secondi curano

Un solo esempio basterà a rendere chiara la differenza: il consulente grafologo è in grado di riconoscere - con precisione e piuttosto rapidamente - se l’autore di una scrittura teme il cambiamento fino, addirittura, ad essere terrorizzato dal “nuovo”; sa anche spiegare perché il soggetto mostri propensione per alcune attività e rifugga da altre. Il grafologo, però, non ha la competenza necessaria a trattare psicopatologie come, per esempio, nevrosi ossessive. Eviterà molto accuratamente perfino di menzionare simili termini.

 

In breve, psicologo e grafologo sono tra loro complementari.

Questa verità appare riconosciuta in un Master di Secondo Livello in Competenze grafologiche per l’eta’ evolutiva organizzato da Universita’ degli Studi di Torino, Facolta’ di Scienze della Formazione in collaborazione con la Facolta’ di Psicologia e con l’Associazione Grafologica Italiana


Il futuro della Grafologia è, ovviamente, in mano ai grafologi. Sarà luminoso se essi non si perderanno d’animo davanti a ... venti contrari e proseguiranno, con ancora maggiore impegno, il loro cammino nella convinzione dell’utilità del loro lavoro, svolto nel rispetto dell’etica professionale.

C’è da augurarsi, anche, che i grafologi riescano, di più e meglio di quanto succeda attualmente, a proporre, negli ambiti sociali più idonei, l’uso dello strumento grafologico (al momento, la Grafologia viene usata, soprattutto, nelle aule dei tribunali per perizie grafiche e nelle aziende per la gestione e la valorizzazione delle risorse umane).

La Grafologia, verosimilmente, non tarderà a conoscere la sorte toccata alla Psicologia: essere accettata, dopo essere stata osteggiata, dalla comunità scientifica.

Questa dovrà arrendersi all’evidenza: la scrittura, linguaggio essenzialmente simbolico, riflette la personalità dello scrivente. Esistono tra questa ed i vari segni grafici, che compongono il tracciato individuale, dei rapporti “che non sono di ordine matematico e che non possono essere stabiliti unicamente con metodi scientifici. Dobbiamo pertanto accettare come un postulato quello che è stato dimostrato dalla pratica, e cioè che la coordinazione dei segni grafici e dei loro significati psicologici permette combinazioni sensate, aventi per risultato un ritratto veritiero dello scrivente” (Ania Teillard, 1889-1978, grafologa, allieva di C.G. Jung).

 

 

  

*  LINKS

  

Molteplici sono i siti-web che trattano di Grafologia. Tra gli italiani:

  • www.tuttografologia.it, responsabile Giuseppe Giordano, riporta informazioni molto utili su Associazioni, Bibliografia, Riviste, Scuole di Grafologia in Italia (indirizzi, numeri telefonici, e-mails);

  • www.scrittura-grafologia.info, informa in maniera dettagliata e corretta sul mondo della grafologia. Approfondimenti su autori, i settori di utilizzo, le scuole.

                                         

 

      

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