Padre G. Moretti, appartenente all'ordine dei Francescani conventuali, nasce a Recanati nel 1879 e muore nel 1963 ad Ancona dopo una vita di sacerdozio e grafologia.

"Dotato di eccezionale talento psicologico, ha la propensione congeniale a considerare negli uomini le tendenze e le loro cause, a risalire dagli aspetti comportamentali all'unità dinamica che li determina. Ogni gesto è, per lui, espressione visibile e controllabile della singolarità psicosomatica della persona; la scrittura, tra questi gesti, offre le indicazioni più sicure, perché è la manifestazione più inconscia e quindi in essa si riflette meglio la determinazione psicosomatica dello scrivente (...)".

"Si appassiona alla grafologia perché le scritture si presentano con una varietà infinita e ognuna si diversifica da tutte le altre proprio come succede per gli individui. Considera l'uomo personalità dinamica e non statica, stabilisce che sia i tratti psicosomatici dominanti come quelli secondari ed accidentali della persona sono sempre interessati ad ogni sua attività. La scrittura è un movimento, come sono in continuo movimento di favore e di disturbo tra loro quei tratti. E' questa concezione di fondo, di indubbia validità, che porta il Moretti a caratterizzare il proprio metodo grafologico (...)".

 

(da: L. Torbidoni- L. Zanin,  GRAFOLOGIA - Testo teorico pratico, Editrice La Scuola)  

                                 

Moretti è annoverato tra i Grandi della Grafologia: J. Crepieux-Jamin (1859-1940) - L. Klages (1872-1956) - M. Pulver (1889-1952) - R. Saudek (1880-1935) - R. Pophal (1893-1966).

Ciò che differenzia questi pionieri nell'inesplorato territorio della scrittura, una tra le attività più espressive dell'essere umano, è l'indirizzo caratterizzante i loro studi:

indirizzo interpretativo  

indirizzo sperimentale  

indirizzo neuropsicologico  

 

"Tutti i capiscuola delle scienze grafologiche partono dalla convinzione che la scrittura sia un prodotto di complessa attività neuromuscolare".

Moretti concepisce in maniera specifica il segno grafologico come una diretta registrazione della struttura costituzionale e psicologica del soggetto scrivente: una diretta registrazione della struttura e della dinamica del cervello, atta quindi "a rappresentare le funzioni più delicate del cervello".  

La sua grafologia perciò deve portare avanti il discorso continuamente interrogando la neurofisiologia e la neuropsicologia. La scrittura o tracciato grafico è la combinazione del linguaggio interno con quello comunicato e fa un tutt'uno del comportamento neuro-fisio-psicologico interiore con quello scrittorio manifesto: l'impronta morfologica  neuro-psico-fisio-somatica e quella grafologica sono inscindibili. Già questo pone in evidenza una caratteristica della grafologia morettiana, che è quella di rivelare non solo gli aspetti psicologici ma anche quelli somatici della persona scrivente.  

Moretti lamenta spesso l'impossibilità dei suoi tempi di precisare tutto questo, ma esprime la certezza che i tempi futuri avrebbero consentito esplicazioni più esaurienti. Oggi il discorso grafologico della scuola morettiana tiene stretto conto di questi fondamenti ipotizzati da Moretti e da lui tentati di spiegare (...)".

 

(da Nazzareno Palaferri Dizionario grafologico, Istituto Grafologico "G. Moretti", Urbino)

 

"Il Moretti vedeva un legame stretto tra l'attività spontanea automatica della scrittura e la costituzione fisica dell'individuo e la sua personalità. All'inizio, non aveva fissato delle regole in quanto il profilo somatico e di personalità scaturiva dall'osservazione dell'insieme della scrittura. In seguito, sollecitato dai suoi allievi e collaboratori, iniziò a formulare delle regole e a specificare i vari segni grafologici.

Tra l'altro inventò una quantificazione allo scopo di misurare l'intensità e il significato dei segni grafologici.

Il segno grafologico, per il Moretti, non è un'unità statica, isolata, con un unico preciso significato, ma deve essere valutato in rapporto dinamico con tutti i segni presenti nella scrittura. Da tale convinzione è derivata anche la distinzione dei segni in Sostanziali. Modificanti, Accidentali  che possono essere tra loro Fautori, Contrari o Indifferenti. Con questa distinzione intendeva stabilire non solo una gerarchia di importanza ma anche dei criteri di reciproca influenza.

Nel "Trattato di grafologia" l'opera morettiana fondamentale, sono descritti i segni grafologici con i loro significati psicologici e le connotazioni somatiche. Fatto molto importante, in quest'opera, è l'aver voluto spiegare come si stabilivano i nessi fra il tratto grafico e lo stato mentale ed emozionale (...)".

 

(da Sergio Deragna Grafologia e Neuroscienze, CE.DI.S. Editore)

 

Padre Moretti ha lasciato molti scritti. Alcune delle opere, qui di seguito elencate,  sono state pubblicate dopo la sua morte:

 

  

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Trattato di grafologia, 1914

  

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Grafologia sui vizi, 1937

  

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Trattato scientifico di perizie grafiche su base grafologica, 1942

  

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Il corpo umano dalla scrittura, 1945

* Grafologia pedagogica, 1947
* Facoltà intellettive e attitudini professionali dalla grafologia, 1948

  

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I santi dalla scrittura, 1952,

tradotto in olandese, inglese, francese, tedesco, spagnolo

  

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Scompensi e anomalie della psiche dalla grafologia, 1962

  

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La passione predominante, 1962

  

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I grandi dalla scrittura, 1968

  

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Analisi grafologiche, 1966, 1970, 1972, 1976

  

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Chi lo avrebbe mai pensato? Autobiografia, 1977

 

A conclusione di questa pagina, desidero ricordare l'Istituto Grafologico Moretti      in Urbino, uno dei centri di grafologia più prestigiosi a livello internazionale.

l'Istituto ha una ricchissima biblioteca i cui scaffali custodiscono il meglio delle pubblicazioni italiane ed estere.

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